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FIVI 2021: ALLA SCOPERTA DEI VINI E DELLE CANTINE D'ITALIA

Aggiornamento: 3 feb

Se siete amanti del vino, non potete perdervi il Mercato dei Vini, evento annuale organizzato dalla Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti (FIVI) presso Piacenza Expo.


In questo post vi raccontiamo della nostra visita a novembre 2021, scrivendovi dei vini migliori che abbiamo degustato e consigliandovi le cantine vinicole che più ci hanno colpito.

Questa guida può esservi utile se state cercando quali cantine visitare in Italia, per una degustazione tra i vigneti.




COS’È LA FIVI?


Fivi è un'organizzazione no profit nata nel 2008 con lo scopo di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del vignaiolo indipendente italiano, ovvero colui che attua il completo ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento ed alla commercializzazione del prodotto finale.

Oggi Fivi vanta più di 1.300 vignaioli associati in tutta Italia. Per riconoscere i vignaioli FIVI, cercate il marchio sulle loro bottiglie: il simbolo è un vignaiolo che porta sulla testa un cesto di uva e la cui ombra diventa bottiglia.


IL MERCATO DEI VINI


E' l'evento organizzato da FIVI, che si tiene presso Piacenza EXPO l'ultimo weekend di novembre.

Durante i tre giorni (sabato, domenica e lunedì), i vignaioli aderenti alla FIVi incontrano il pubblico e presentano i loro vini. Il bello di questo evento è che, oltre alla degustazione, è possibile acquistare i vini, cosa che in altre fiere, come ad esempio Vinitaly, non si può fare!

All'edizioni 2021, hanno partecipato 680 vignaioli e i visitatori sono stati oltre 20.000.


Ma veniamo al racconto delle cantine e dei vini che abbiamo provato, divisi per regione.


PIEMONTE


I vigneti di Diano d'Alba - Langhe - Piemonte

DELTETTO


Sembrerebbe proprio che il primo metodo classico italiano sia nato in Piemonte, quando, già nei primi anni dell’Ottocento, i conti di Sambuy, influenzati dalla vicinanza geografica e culturale con la Francia e con le sue produzioni vinicole, portarono nel territorio piemontese la coltivazione dei vitigni Pinot Nero e Chardonnay al fine di produrre vini spumanti sul modello di quelli francesi.


Da allora in avanti, è iniziato un processo che ha portato ad affinare sempre di più la produzione di questo metodo classico piemontese, fino alla redazione di un disciplinare e al riconoscimento, nel 2011, della denominazione DOCG con il nome di “Alta Langa”.


La cantina Deltetto ci ha fatto assaggiare un eccellente Alta Langa Brut Millesimato, dal perlage fine e persistente, ottenuto da uve pinot nero e chardonnay, affinato in bottiglia per almeno 30 mesi sui propri lieviti, come da disciplinare.

Questo vino è a dire il vero una nostra passione e non può mancare durante gli aperitivi o in abbinamento agli antipasti.

Abbiamo degustato anche l'Alta Langa Riserva, Blanc de Blancs (100% chardonnay) e il Roero Arneis San Michele 2020.


La cantina Deltetto ha sede a Canale, a nord di Alba, proprio nella zona di produzione del Roero Arneis.


LOMBARDIA


I vigneti di Cigognola in Oltrepo Pavese

TORRE DEGLI ALBERI


Durante l'evento dei Mercato dei Vini, abbiamo dedicato molto tempo ai produttori della Lombardia, per individuare alcune cantine da visitare vicino a Milano, soprattutto in Oltrepò Pavese, zona in cui eravamo già stati per un weekend.

Abbiamo provato ben tre cantine situate in Oltrepo Pavese, tra le preziose colline di questo territorio.


Nel piccolo borgo di Torre degli Alberi, arroccato intorno a una torre trecentesca tra Fortunago e Zavattarello, si trova l’omonima azienda Torre degli Alberi, che si distingue per i propri spumanti biologici 100% Pinot Nero.


La vigna, situata sull’alta collina, è esposta a sud/sud-ovest per assorbire al meglio i raggi solari e la vendemmia è fatta rigorosamente a mano per garantire la massima qualità nonché un vino con un bassissimo contenuto di solfiti.


Rimanendo ovviamente sulle uve Pinot Nero, noi abbiamo provato innanzitutto il Cruasè, un Metodo Classico Brut Rosé DOCG Millesimato, contraddistinto da un colore rosato luminoso e un’effervescenza (il tipico perlage) fitta e sottile.

Ci è stato poi proposto anche la Riserva, ottenuta dall’assemblaggio del vino dell’annata con il 60% di vini di riserva delle annate precedenti invecchiati in vasca.



FRECCIAROSSA


Sempre tra le colline dell’Oltrepò Pavese, questa volta nel Comune di Casteggio, si trova la Tenuta Frecciarossa, storica azienda, oggi sotto la guida di Valeria Radici Odero. Frecciarossa vinifica le proprie uve locali, con una vendemmia fatta a mano nonché certificazione di vino biologico.

Di questa cantina abbiamo provato due vini rossi ottenuti da uve Pinot Nero.

Innanzitutto il Carillo, annata 2020, affinato 6 mesi in vasche di acciaio inox e comunque molto fruttato e armonico. Tra l’altro, a nostro parere, uno dei vini dal miglior rapporto qualità prezzo.

Come seconda prova, abbiamo bevuto il Giorgio Odero, storico vino prodotto dal 1989, il quale prende il nome dall’originario proprietario dell’azienda.


CASTELLO DI STEFANAGO


Come ultima scoperta dell’Oltrepò Pavese abbiamo poi assaggiato alcuni vini dell’azienda Castello di Stefanago, anche questa biologica.

In particolare abbiamo degustato la Croatina, tipico vino del territorio dell'Oltrepo pavese, affinato 24 mesi in botti di rovere, e Campo Castagna, un pinot nero elegante e abbastanza complesso, proveniente dalle uve situate sul colle più alto di Stefanago.

La cantina si trova in Località Stefanago nelle vicinanze di Fortunago, e al centro della tenuta c'è proprio il castello di Stefanago.


LA PERLA DI MARCO TRIACCA


Tra le zone vinicole della Lombardia senz’altro spicca anche la Valtellina e per questo motivo non abbiamo esitato a provare gli ottimi prodotti di una cantina valtellinese, La Perla di Marco Triacca.


La Mossa, un Valtellina Superiore DOCG, è in sostanza un nebbiolo della Valtellina, affinato per 36 mesi in botti di rovere e successivamente altri 12 mesi in bottiglia.


Riserva Elisa è un altro nebbiolo Valtellina Superiore DOCG affinato per ben 48 mesi in botti di rovere e poi 12 mesi in bottiglia.


Infine con stupore abbiamo scoperto che in Valtellina si produce anche un Metodo Classico IGT, che questa cantina chiama Extra Brut La Perla, prodotto dalla pignola valtellinese, uva autoctona valtellinese a bacca rossa, e poi affinato 24 mesi sui lieviti.

Bere i vini della Valtellina è sempre un piacere e, chiacchierando con gli esperti, abbiamo tra l’altro scoperto che la viticoltura in questa particolare zona è definita “eroica”, a causa dell’enorme lavoro e dei rischi che la zona in forte pendenza richiede.


PERLA DEL GARDA


In quanto amanti del vino Lugana non potevamo mancare la cantina Perla del Garda, situata in uno spettacolare territorio a sud del lago di Garda, tra Desenzano e Sirmione, i cui vigneti si estendono per circa 40 ettari.

La cantina propone svariate tipologie di Lugana e noi abbiamo provato: Perla, che cattura già dall’inizio con il suo profumo di frutta fresca e note agrumate; Madre Perla, un lugana riserva con permanenza in acciaio sui lieviti per almeno 12 mesi; infine, il Lugana Millesimato Brut, uno Spumante Metodo Classico, provato per la prima volta nella nostra vita.

L'azienda produce anche grappe e olio extravergine.


VENETO



Proprio nella primavera del 2021 eravamo stati nelle Colline del Prosecco, visitando una cantina aderente alla FIVI, quella di Moretvini.


MALIBRAN


A Fivi, abbiamo provato alcuni vini della cantina Malibran, produttore della zona di Susegana, a pochi chilometri dal Piave.

Il Sottoriva è ritenuto il vino più rappresentativo e iconico dell'azienda: viene prodotto da ben cinquanta anni!

Il vitigno è il Glera, che viene rifermentato in bottiglia senza sboccatura.

Abbiamo poi provato il Boschera Centogufi, uno vino fermo e secco.

Possiamo solo immaginare quanto possa essere ancora più speciale degustare i loro vini presso la loro sala degustazioni, ricavata da un antico granaio.


FRIULI


KORSIC


A Giasbana, comune di San Floriano del Collio, proprio al confine con la Slovenia, si trova la cantina Korsic.

Il particolare suolo dei vitigni, contenente minuscoli fossili che nutrono e arricchiscono le viti, caratterizza i vini di mineralità e salinità uniche, mentre le calde correnti adriatiche mantengono l’uva asciutta e le Alpi la proteggono dalle correnti fredde e dalle piogge.

Noi abbiamo provato differenti tipologie di prodotti: dal fresco blend Collio, passando dall’aromatico Fiulano e infine concludendo con l’elegante Ribolla Gialla.

La qualità di questi vini non è in discussione, quindi se si amano i friulani con Korsic si va sul sicuro.


TOSCANA


In Toscana eravamo stati nel 2020, visitando la Val d'Orcia e il Chianti e proprio in Chianti siamo stati in due cantine che producono il Chianti Classico DOCG.


ARRIGHI


Di tutt'altra zona della Toscana, è la cantina Arrighi, che ha sede sull'Isola d'Elba fin dal 1920 e che per alcuni dei suoi vini utilizza le anfore.

Tra questi c'è ad esempio il Valerius, Ansonica 100%, risultato di una lunga macerazione con le bucce spesse a contatto con la terracotta delle anfore.

Molto particolare anche l'Hermia, Viogner 100%, fermentato e affinato in terracotta.

Sempre Viogner 100% è la base del V.I.P., fermentato in acciaio e poi in barrique.

Un vino molto particolare, che vorremmo provare in futuro, è il loro Nesos, frutto di un esperimento che cerca di riprodurre il vino prodotto dagli antichi greci dell’isola di Chio: le uve vengono immerse nel mare per 5 giorni, quindi appassite al sole, fermentate e lasciate a riposo in anfora, con le bucce, per sei mesi.


SICILIA


RAMADDINI


Passare dal Nord al Sud dell’Italia a FIVI è un attimo, quindi ci siamo spostati a scoprire alcuni vitigni tipici della parte più meridionale del nostro Paese.

A poche centinaia di metri dal suggestivo borgo marinaro di Marzamemi, nell’estremo sud-est siciliano, si trovano i vigneti della cantina Ramaddini.


Questa cantina fa proprie le antiche tecniche di lavorazione delle vigne, della vendemmia manuale, della pigiatura e della fermentazione, utilizzando tra l’altro tecniche di coltivazione naturali, prive dell’utilizzo di pesticidi e concimi chimici, con certificazione bio dalla vendemmia 2018.


Abbiamo davvero apprezzato i seguenti vini:

Nassa: un 100% Grillo dal delicato profumo di zagara e dal gusto fresco e bilanciato.

Ramà Bianco: 100% Catarratto caratterizzato da una più che piacevole sapidità.

Ramà Rosso: blend composto principalmente da nero d’Avola che colpisce subito all’olfatto per le sue note di frutti rossi.

Note Nere: 100% Syrah intenso e strutturato.


Ramaddini produce anche altre tipologie di vini, tra i quali un particolare Nero d’Avola riserva e uno spumante prodotto da uve moscato, che non vediamo l’ora di provare presto, magari direttamente in loco.

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