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JAISALMER E IL DESERTO DEL THAR

Oggi vi voglio parlare di due posti che mi hanno davvero lasciato senza fiato: Jaisalmer e il deserto del Thar.


Se andrete in Rajasthan, vedrete molte fortezze dei Maharaja, ma quella di Jaisalmer ha qualcosa di speciale.

La città fortificata sembra infatti un castello di sabbia e, con la luce del tramonto, assume una bellissima luce dorata.


Una curiosità: sulle mura delle case di Jaisalmer vedrete molti dipinti di Ganesh.

Questi disegni sono l'equivalente delle nostre partecipazioni di matrimonio! Servono infatti per annunciare il matrimonio.. la differenza è che gli invitati sono tutti gli abitanti di Jaisalmer!


DOVE DORMIRE A JAISALMER?

Noi abbiamo scelto di dormire all'interno del Forte per poterlo vivere a tutte le ore del giorno. Avevamo una bellissima stanza presso l’Hotel Garh Jaisal Haveli con un bovindo che si affacciava sulla città.

L’hotel è inoltre dotato di una terrazza panoramica da cui avrete una bellissima vista sulla fortezza.


DOVE MANGIARE A JAISALMER?

Fuori dalle mura, trovate inoltre il ristorante 1st Gate Home-Fusion che è uno dei posti dove ho mangiato meglio in Rajasthan, oltre ad avere una vista spettacolare sul forte.

La vista sul Forte di Jaisalmer dal ristorante 1st Gate

COS'ALTRO VISITARE A JAISALMER?

A parte il Forte, a Jaisalmer potrete visitare i cenotafi Bada Bagh e il lago Gadisar

Quest’ultimo posto è purtroppo un po’ trascurato ed è un peccato perché potrebbe avere tantissime potenzialità.

Entrambi questi posti danno il loro meglio al tramonto.



UNA NOTTE NEL DESERTO DEL THAR: UN'ESPERIENZA CHE NON MI DIMENTICHERO' FACILMENTE.


Jaisalmer è anche uno dei punti di partenza per visitare il deserto del Thar a dorso di cammello.

Noi abbiamo deciso di dormire anche una notte nel deserto: un’esperienza che si è rilevata bellissima ma, per certi aspetti, anche tragicomica!


Prima di dormire nel deserto del Thar, avevo già trascorso una notte del deserto del Sahara al confine tra il Marocco e l’Algeria.

Era stata una notte magica, dove l’unico aspetto negativo erano le folate di sabbia che ogni tanto arrivavano durante l’esplorazione notturna delle dune.


Perciò l’idea di passare una notte all'aria aperta in mezzo al deserto non mi preoccupava più di tanto anche perché, nel Sahara, avevo preferito dormire su una brandina all'aperto perché nelle tende allestite tutto attorno faceva troppo caldo.


Sennonché, quando siamo arrivati sulle dune, questa volta non ho trovato proprio alcuna tenda ad attendermi!



C’erano solo brandine sparse qua e là.

La scelta era obbligatoria: dormire a cielo aperto!

Tuttavia, in assenza del campo tendato attorno, arrivava molto più vento addosso alle brandine, con tanto di folate di sabbia.

Ben cosci di questo, i due ragazzi che ci hanno accompagnato si sono infilati nei letti tirando su le coperte fin sopra la testa, per riemergere soltanto all’alba.

Noi abbiamo optato per costruire una sorta di barriera dietro alle nostre teste con gli zaini, ma al mattino avevamo il letto pieno di sabbia.


L’altra cosa che abbiamo scoperto una volta arrivati alle dune è che non saremmo stati soli.

Poco dopo hanno infatti fatto comparsa alcuni cani randagi che molto probabilmente hanno l’abitudine di seguire i turisti per cercare cibo.


I cani non ci hanno abbandonato, anzi hanno giocato e ululato tutta la notte per tenerci compagnia.

Alcuni sono venuti a dormire sotto le nostre brandine e, appena ci sentivano muovere, ringhiavano!

Uno dei cani ha inoltre cercato di venire a dormire sulla mia brandina all'alba!

A sinistra, la nostra brandina. In primo piano, il cane che ha dormito sotto di noi.

La mattina seguente i nostri due accompagnatori indiani e il ragazzo cinese attribuivano le cause degli ululati dei cani alla presenza dei fantasmi, che secondo gli indiani e secondo i cinesi sarebbero visibili solo dagli animali e non dagli umani.

E noi che ipotizzavamo che fosse passata una qualche volpe del deserto magari.



Per concludere, anche nel viaggio di ritorno a dorso di cammello è capitato un episodio che ancora adesso mi fa ridere.

Dovete sapere che nel percorso per andare verso il deserto del Thar, si incontrano mucche libere al pascolo, oltre alle antipoli cervicapra.


Ad un certo punto i due ragazzi indiani che ci accompagnavano hanno avvistato una mucca seduta all’ombra di un albero, isolata da tutte le altre.


Ci siamo avvicinati alla mucca e i ragazzi indiani ci hanno detto in inglese per piacere, aiutateci a sollevare la mucca, perché se non si alza potrebbe morire.”


Ci siamo guardati perplessi: in quattro (esclusa me che ben poco potevo fare) come avrebbero potuto sollevare una mucca da terra?


Claudio e l’altro ragazzo presente non si sono però tirati indietro davanti alla richiesta di aiuto e i quattro uomini hanno quindi provato a sollevare la mucca, la cui pancia era completamente coperta da mosche tra l’altro.


Ma la mucca niente. Non ha voluto saperne di alzarsi.


I nostri due accompagnatori hanno quindi deciso di telefonare al proprietario perché la venisse a recuperare lui stesso e poco dopo li abbiamo infatti visti arrivare con un trattore.


A parte questi episodi surreali, i paesaggi del deserto del Thar mi hanno davvero colpito molto.

Vedere l’alba o il tramonto nel deserto è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita!



I cammelli sono inoltre stati tranquillissimi e, a differenza di quanto avevo visto in Marocco, vengono lasciati liberi di notte a pascolare. 




Se volete fare il tour nel deserto che abbiamo fatto noi, consapevoli che è richiesto un po’ di spirito di adattamento, vi lascio il link di Real Desert Man.

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